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Con le elezioni regionali, questo blog è diventato forse un po’ troppo schierato. E’ evidente il mio sostegno a Brancaleone Burlando, l’uomo favorevole al nucleare basta che non sia in Liguria e protagonista di un libro non proprio lusinghiero nei suoi confronti. Tanto per fare una rapida sintesi, il governatore vorrebbe tante barche quanti ombrelloni. In altrettanti porti turistici. Quindi, per riequilibrare un po’ il tutto, ho deciso di consultare il sito de “Il Giornale” in cerca di qualche stronzata fatta da esponenti del Partito Democratico. E trovo un articolo dal titolo “Vobbia l’elezione come regalo di compleanno”. Ansioso di trovare notizie sul malaffare della giunta di Ennio Beroldo, corro a leggerlo. Peccato che parli di Ronco Scrivia. Usare almeno Google Earth no?

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L’ottantacinquenne che fa un figlio con la badante. Il tonno mischiato con i delfini. Arnautovic che si fa fregare la Bentley di Samuel. E l’ultimo post: la prostituta molestata da un marocchino in Stazione Centrale. Che scopre di molestare un lui, suo malgrado.  Venghino signori venghino. Al circo di Raga che Numeri ogni giorno c’è un fenomeno.  Alle volte più di uno. Quando il tabù o la convenzione sociale violati lo meritano, ovviamente. Ad esempio, i bambini vestiti da dittatore.

Andate su Ragachenumeri.wordpress.com e imparerete cosa piace a Marrazzo.

Intanto, un numerista che potrebbe essere preso in seria considerazione:

Il decreto interpretativo sulle liste del governo Berlusconi a qualcosa è servito: per l’ennesima volta il nuovo Psi è stato riammesso alle regionali. Ma, bontà loro, non chiederanno alcun rinvio. Peccato. Sarebbe stato bello poter chiedere loro come ci si può definire socialisti e appoggiare una politica liberista e razzista. Solo perchè di là c’è Di Pietro?

Il caso Scandroglio

I pericoli per chi lascia incustodito il proprio profilo Facebook sono noti: dal trovarsi scritto “Xyz mangia la merda” a vedersi iscritto a gruppi neofascisti o peggio bimbiminkia. Poco male, si cerca il responsabile, quattro insulti ben assestati e la faccenda si chiude lì. Non è così se sei deputato del Pdl. Ti assenti un attimo e i tuo vicini ti scrivono “Michele Scandroglio ad una bella spiaggia con sole e tante signorine che mi fanno vento e mi illuminano la vista perchè fare il parlamentare è troppo pesante per il mio fisico” Chissà che risate per i suoi vicini Viviana Beccalossi e Gian Carlo Abelli, quest’ultimo già noto per ben altre burle. Ma lui no, il nostro Scandroglio ha voluto scrivere questo:

Scopro solo oggi, in seguito a telefonate di amici, di una “mia” apparente esilarante dichiarazione pubblicata in bacheca l’11 marzo alle ore 14:46.
Tengo a precisare che: certamente non è stata opera mia anche se fare il parlamentare non è vita facile e un po’ di vacanza con sole mare e spiaggia non mi dispiacerebbe.
Quando accedo a FB lo faccio spesso da computer che si trovano in luoghi più disparati: alla camera, in alberghi, all’aeroporto e in vari uffici.
L’errore che ahimè commetto è di non fare il logout dal mio profilo quando esco, cliccando semplicemente sulla X pensando di fare cosa giusta, ma oggi mi accorgo del contrario.
In questo modo qualcuno ha potuto accedere direttamente e farmi questo bello scherzetto.
Mi scuso, pertanto, con chi ha letto quel post che preferisco non cancellare affinché tutti possano leggere e capire questo mio commento.
Solo fra qualche giorno mi permetterò di eliminarlo.
Comunque a pensarci bene avrebbero potuto scrivere di peggio quindi… lezione imparata: d’ora in avanti starò più attento!

Il Parlamento è come una classe piena di bulli, povero Michelino…

La campagna elettorale del candidato del centrodestra alle regionali Sandro Biasotti fa un salto di qualità. Ricordate questo splendido uomo? Ebbene, eccolo in versione politicizzata:

Ed ecco anche un’altra celebrità delle tv locali, Franca Lai, arruolata dal nostro barbuto onorevole:

De Andrè non mi è mai mancato così tanto.

Gli svizzeri si sa che sono precisi. E che anche quando trasgrediscono, devono sempre essere pronti a rimettersi in piedi. Così anche dopo la ciucca del millennio, ci si può rimettere in sella. Ripartire da capo. In inglese, to reboot. E c’è un drink apposta, Rebootizer. E i benzinai liguri ne hanno fatto incetta. Qui sotto un video dell’inventore del drink, il professor Kranz.

“Sta tranquillo, ci penso io, metto tutto a posto”. Antonio Baldassarre, uno dei re magi della seconda epoca berlusconiana (Dal 2001 al 2006, governi Berlusconi II e III) insieme a Melchiorre Cirami e a Maurizio Gasparri, non porta nè oro nè incenso nè mirra. Porta formaggio.  E “millantato credito”.  Questo emerge dalle indagini dei pm di Genova su una presunta evasione fiscale, fatta dalla ditta ligure-emiliana Giani Leone.  I due titolari della ditta, Paolo e Leone Giani durante una verifica fiscale, sarebbero stati avvertiti da Silvano Nizzoli, ex assessore socialista di Reggio Emilia, che non sarebbe successo nulla grazie all’interessamento dell’ex presidente Rai con un colonnello delle Fiamme Gialle. In realtà, c’è poco o nulla contro Baldassarre. Solo una figuraccia italian style. Dato che poi non c’avrebbe “pensato lui”.